Firma mentis

13/06/2013

In un mondo digitale anche le prove che raccontano o dimostrano fatti concreti si smaterializzano, perdono il supporto fisico che le ha ospitate fin dal transito dalla preistoria alla storia, si trasformano in bit d’informazione inscindibili e significativi solo nell’insieme immutato e immutabile.

Perdiamo il contatto a volte polveroso, a volte sensuale con la carta e ci ritroviamo catapultati nel dinamico, vorticoso e pericoloso mondo della rete in cui tutto è elettronico, magnetico, luminoso.

Indipendentemente dal supporto però, le prove restano prove. Il mezzo si trasforma ma il criterio persiste e resiste alle rivoluzioni, sociali o tecnologiche non importa.

Abbiamo ancora bisogno di prove. Usiamo prove della volontà di fare, della realtà di essere, della purezza dell’informazione.

Allora inventiamo tecnologie che ci assistano nel soddisfare il bisogno, coerenti con il mezzo e capaci di andare oltre per schiarirci il futuro. Inventiamo tecnologie pescando nel sapere antico e già masticato, assodato, piegandole ai nostri bisogni nel nuovo modo liquido di navigare nell’oceano della società della comunicazione.

Peschiamo a piene mani nel mondo della crittografia e inventiamo soluzioni che ci forniscono le prove di cui abbiamo bisogno: Verifica dell’identità, Non ripudio di una transazione, Integrità di un documento, Data certa.

Ci ritroviamo quindi a parlare di temi già noti, per i quali però il sentito dire è forte quanto la realtà dei fatti e nei fatti ci sono le norme, i regolamenti, le leggi che stabiliscono quando e cosa può essere considerato Valido.

L’Europa ha intrapreso una strada rigorosa e attenta ai rischi che l’evoluzione della rete ci porterà inevitabilmente sempre più vicini e sempre più pericolosi. La frode, la contraffazione, il furto. Un’Europa diversa dal resto del mondo, che prende seriamente i problemi e che definisce direttive e regolamenti in grado di offrire un livello di sicurezza adeguato. Un’Europa che s’innalza e che, per essere andata forse troppo in alto, non ha più avuto i piedi per terra.

Gli Stati hanno recepito e hanno interpretato, ognuno con la sua sensibilità e attitudine. Definendo e approfondendo, misurandosi e confrontandosi tra interessi di parte e opportunità d’integrazione, interoperabilità. Sull’orlo dell’incomprensione.

In questo l’Italia è prima donna. Avanguardia normativa, avanguardia tecnologica, eccesso burocratico che stenta a liberarsi del retaggio della sfiducia nei confronti del cittadino.

Siamo avanti nelle soluzioni di Firma Digitale, di Firma Remota, di Strong Authentication, di Firma Grafometrica, con approccio originale, snello, scalabile, affidabile, moderno.

Abbiamo adottato le tecnologie più efficaci, le abbiamo integrate nei sistemi documentali e nei servizi bancari fino a realizzare infrastrutture potenti e solide. Manca solo la tranquillità e la cultura diffusa. Manca la consapevolezza che quanto fatto vada bene e che sia a norma. Manca forse la convinzione che quanto fatto sia effettivamente utile.

Nell’attesa del chiarimento ci siamo fermati, l’illusione sostituita dalla domanda, la ricerca sospesa nella domanda. Forse recessione forse retrocessione, l’Europa prende di nuovo in mano le redini del carro e indirizza con rinnovato vigore verso la semplificazione.

E’ un momento difficile ma è anche un buon momento. Un buon momento per investire e innovare. Abbiamo ancora la nostra avanguardia tecnologica, che non vorranno riconoscerci ma che abbiamo costruito con tenacia e che possiamo tenere ferma avanti a tutti.

Un’avanguardia che non si fonda sul grande progetto industriale ma sull’integrazione dei prodotti di tutti e che nell’insieme offre la sinergia, che lascia intravedere un futuro in cui effettivamente la carta, dopo tanti millenni di storia, cede inesorabilmente il posto al mondo digitale in cui i confini non sono più nelle altissime mura di difesa ma nella puntuale capacità di difendersi autonomamente.

Chiamiamola Firma, nome semplice e immediato, contenitore di problemi e soluzioni. La Firma è un tocco di classe nella salvaguardia nel nostro sapere provato e privato. La prova che quanto firmato sia effettivamente nostro, che abbiamo voluto renderlo pubblico, che non sia stato contraffatto. Affermazione ineluttabile del volere e dell’autenticità di quanto sottoscritto.

La burocrazia chiede il suo tributo. Quando il documento deve avere un valore pubblico e legale, non basta la buona tecnologia, servono enti, fiducia, organizzazioni e certificazioni. Servono innanzitutto leggi attuabili e ragionevoli.

Le buone leggi sono in arrivo, nuovi regolamenti sono allo studio, tutto sta convergendo nella direzione del finalmente ragionevole e comunque ancora solido, affidabile, sicuro.

E’ possibile adottare soluzioni di firma per aggiungere la sicurezza ai nostri documenti. Non servono grandi investimenti, siamo nell’era della miniaturizzazione, del mobile, del cloud.

Anche la firma si è adattata e può essere acquisita in cloud, con modalità PaaS se si desidera integrarla nella propria soluzione, con modalità SaaS se si preferisce avere un software pronto all’uso che soddisfi le mie esigenze aziendali o di filiera, può essere noleggiata e installata on premises, può essere gestita localmente con dispositivi personali perfettamente a norma di legge.

Le due soluzioni di cui oggi è ragionevole parlare sono la Firma Remota e la Firma Elettronica Avanzata.

La Firma Remota è una tecnologia di firma che non richiede la distribuzione di dispositivi crittografici agli utenti che devono firmare. E’ sufficiente uno strumento di Strong Authentication, uno smartphone o un sistema basato su SMS per permettere a chiunque di firmare un documento o una transazione gestita da un’applicazione dedicata, web e/o mobile.

La firma remota ha valenza di firma digitale e può sostituire quindi gli impegnativi token di firma o le ancor più antiche smartcard.

Con la firma remota posso firmare la maggior parte dei documenti legali ed è la soluzione ottimale per la dematerializzazione di documenti su sistemi online con popolazioni grandi e piccole di utenti registrati e ri-conosciuti.

Quando la firma deve essere apposta da persone che non sono necessariamente note a priori, la soluzione più adatta è la Firma Elettronica Avanzata nella sua accezione biometrica. In particolare è permessa la firma grafometrica che si propone come una firma autografa applicata non più sulla carta ma su un tablet opportunamente configurato.

La firma autografa è acquisita rilevando diversi parametri di direzione, velocità, pressione e costituisce un dato che può essere valutato da un esperto calligrafo che ne sancisce la validità.

A differenza della firma remota, la firma grafometrica ed elettronica avanzata in generale, non garantisce il non ripudio e quindi ha una valenza legale diversa nell’attribuzione dell’onere della prova. Rimane comunque di valore innegabile e se utilizzato in abbinamento con le altre forme di firma digitale o remota, rappresenta uno strumento essenziale per la gestione ottimale dei documenti digitali.

Se la tecnologia si semplifica e si democratizza offrendosi accessibile anche alle organizzazioni che non hanno capacità di investimento, allora più vicino si fa il momento in cui la rete assumerà il ruolo di traino per la crescita e la trasformazione culturale ed economica delle nostre aziende, in particolare delle più piccole e innovative.

Copyright © 2019 INTESI GROUP S.p.A
|
|
|
Via Torino, 48 - 20123 Milano - Italia
P.IVA 02780480964
|
Capitale soc.: Euro 600.000,00 i.v. - REA: Milano - 1562415
|